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25 novembre 2005 |
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| Messaggio del Segretario Generale dell'ONU in occasione della Giornata | ||||
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Il 25 novembre 1960
le sorelle Patria, Minerva e Maria Theresia Mirabal furono assassinate
dai servizi segreti militari della Repubblica Dominicana. Erano rimaste
vittime della lotta contro il dittatore dominicano Trujillo. La rilevanza di tale dichiarazione deriva dal ritardo con il quale la comunità internazionale ha annoverato la violenza sulle donne tra le violazioni dei diritti umani. È solo quindi dal 1993 che la violenza sulle donne è messa in relazione a tre aree: la violenza intrafamiliare, nella società e quella perpetrata o condonata dallo Stato. La violenza nei confronti di donne e ragazze, nelle più diverse forme, costituisce una delle più frequenti violazioni dei diritti umani. La violenza contro le donne è un crimine che rappresenta la prima causa di morte per la popolazione femminile di età compresa tra i 16 e i 44 anni.
Contrariamente a quanto
si ritiene, la maggior parte delle violenze compiute ai danni delle donne
sono ad opera di familiari o conoscenti, con conseguenze sia fisiche che
emotive per le vittime e i loro figli, che vanno a minare il loro senso
di autostima e le prospettive di una crescita equilibrata. Si stima che
la tratta di donne e bambini in tutto il mondo interessi circa
2 milioni di persone l’anno. L'UE suppone che ogni anno vengano trasferite
in questo modo nell'Europa occidentale 120'000 persone. L'OMS (Organizzazione
mondiale della sanità) stima che una donna su cinque venga maltrattata
nella sfera intima. Nel Terzo Mondo, ogni minuto, una donna muore per
conseguenze legate alla gravidanza e al parto; le donne rappresentano
il 63% degli analfabeti nel mondo.
Nel 1997, l’Italia, in attuazione della Piattaforma di Pechino, ha indicato la violenza contro le donne tra le priorità politiche del Governo ed ha approvato, il 4 aprile 2001, la legge 154 che adotta misure contro la violenza in ambito familiare, prevedendo la misura cautelare dell'allontanamento dell'imputato dalla casa familiare e qualora sussistano esigenze di tutela dell'incolumità della persona offesa o dei suoi prossimi congiunti. Questa disposizione introduce un cambiamento di prospettiva nell’affrontare la violenza contro le donne, poiché risponde all’esigenza delle vittime di non essere costrette ad abbandonare la propria casa e la loro vita ed a subire ulteriori disagi.
In Italia, sarà presto attivo inoltre il numero verde gratuito contro la violenza sulle donne del Ministero per le Pari Opportunità. Il nuovo servizio, risponderà al numero “1522”. Il servizio fornirà un supporto immediato alle donne vittime di violenza intra ed extra familiare. Gli operatori del call center raccoglieranno denunce, richieste di assistenza e saranno in grado di mettere in contatto le donne vittime di violenze con le strutture di assistenza presenti sul territorio.
Si tratta di “un servizio
– spiega il Ministro per le Pari Opportunità Stefania Prestigiacomo
- capace di mettere in rete tutte le strutture, servizi sociali territoriali,
Asl, Forze dell'Ordine se necessario, per fornire ad ogni Sos femminile,
non solo relativo a violenze ma anche a richieste di aiuto, a denunce
di disagio, la risposta piu' rapida, piu' adeguata, piu' vicina''.
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