E' stata approvata a grande
maggioranza all'Europarlamento di Strasburgo la Relazione sul Commercio
Equo e Solidale recentemente discussa alla Commissione Sviluppo dell'UE,
e fortemente discussa ed emendata dalle stesse reti internazionali del
Commercio Equo a cui l'italiana Agices, Assemblea Generale Italiana del
Commercio Equo e Solidale, aderisce e partecipa.
Una Risoluzione importante, che permette di porre nuovamente al centro
della discussione politica della Commissione la necessità di una
revisione nei termini di maggiore equità e giustizia le dinamiche
del Commercio Internazionale a partire da un settore in netta espansione.
Le vendite dei prodotti del Commercio Equo infatti sono cresciute nei
paesi dell'Unione di oltre il 20% dal 2000. E l'Unione Europea risulta
essere il più ampio mercato per i prodotti del Fair Trade, raccogliendo
per il 60-70% delle vendite mondiali, cosa che le permetterebbe di assumere
un ruolo guida nel sostenere il commercio equo. Un ruolo che le organizzazioni
del Commercio equo non hanno voluto mettere in secondo piano.
"Un passo importante, perchè coerente con la politica di
advocacy che Agices sta sviluppando anche in Italia" dichiara
Grazia Rita Pignatelli, presidente di Agices, "con l'obiettivo
di accreditare sempre più un settore che oltre ad essere economico
è anche un fenomeno sociale, come ha indicato la recente ricerca
presentata alla Cattolica di Milano, meno di un mese fa".
La Risoluzione invita la Commissione Europea a procedere con una politica
di riconoscimento istituzionale e di supporto pubblico al Fair Trade.
"Il riconoscimento istituzionale è un primo passo"
dichiara Alberto Zoratti, vicepresidente di Agices "ma va inquadrato
in una cornice politica coerente di lotta alla povertà. A fianco
delle iniziative che Agices sta sostenendo nel nostro Paese assieme all'Associazione
del Parlamentari 'equi e solidali' AIES, a Transfair Italia ed Associazione
Botteghe del Mondo, che ha permesso di inserire i prodotti Fair Trade
alla Bouvette della Camera e di lavorare su una proposta di legge di settore,
è quanto mai necessario affrontare alla base la coerenza delle
dichiarazioni e delle Risoluzioni con le politiche adottate dal nostro
paese e dalla Commissione Europea a livello di Commercio con l'Estero,
sia in ambito Wto che bilaterale".
Una riflessione rimandata alle istituzioni, in particolare al Ministro
Emma Bonino, del Ministero del Commercio con l'Estero e al Commissario
UE al Commercio Peter Mandelsson, a poco meno di un mese dal Consiglio
Generale della Wto a Ginevra.
www.agices.org
Redazione Nonprofitonline
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