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2005 11/7/2005

PIU' SAI.... MENO VERSI. Nota informativa sull'applicazione delle nuove norme in materia di deducibilità delle liberalità al settore nonprofit.

  PIU'SAI...
MENO VERSI

Art.14 del D.L. n. 35 del 14 marzo 2005,
convertito con Legge n. 80 del 12 maggio 2005
Nota informativa sull'applicazionedelle nuove norme in materia di deducibilità delle liberalitàal settore nonprofit   tornaall'home page11luglio 2005 Nicolas Raffieri
Redazione Nonprofitonline
Studio Sciumée Associati
Contenuti:

Con l'approvazionedella legge "più dai meno versi" sono state introdotte norme fortementeagevolative, in rapporto alle precedenti disposizioni applicabili, perfavorire e promuovere il Terzo Settore e le donazioni da parte di privatiai soggetti che ne fanno parte. Un primo aspetto che si vuole immediatamenteporre all'attenzione del lettore riguarda l'entrata in vigore della norma.Prudenzialmente, infatti, sono daritenersi escluse le donazioni ricevute dagli enti antecedentemente al17 marzo 2005. Sarà possibile verificare l'effettiva applicabilitàdell'agevolazione a tutto il periodo d'imposta [e quindi, generalmente,dal 1° gennaio 2005] solo a seguito di un'interpretazione in tal sensoda parte del Ministero delle Finanze ovvero nelle istruzioni per la compilazionedella dichiarazione dei redditi per il modello Unico 2006. Tuttavia siritiene opportuno precisare come le donazioni avvenute prima di tale datanon possano, al momento, considerarsi come rientranti nell'ambito di applicazionedella norma. Ciò vale, a titolo esemplificativo, per le molte donazioniricevute all'inizio del 2005 dalle organizzazioni che stanno operandonei territori colpiti dallo Tsunami del 26 dicembre scorso.
Soggettia cui è applicabile l'agevolazione
1.Le liberalità in denaro o in natura erogate da persone fisicheo da enti soggetti all'imposta sul reddito delle società in favore diorganizzazioni non lucrative di utilità sociale di cui all'articolo10, commi 1, 8 e 9, del decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460, nonchéquelle erogate in favore di associazioni di promozione sociale iscrittenel registro nazionale previsto dall'articolo 7, commi 1 e 2, della legge7 dicembre 2000, n. 383, e in favoredi fondazioni e associazioni riconosciute aventi per oggetto statutariola tutela, promozione e la valorizzazione dei beni di interesse artistico,storico, e paesaggistico di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004,n. 42 sono deducibili dal reddito complessivo del soggettoerogatore nel limite del dieci per cento del reddito complessivo dichiarato,e comunque nella misura massima di 70.000 euro annui. In base al comma 1, a partiredal presente periodo d'imposta, sarà possibile, per imprese e perpersone fisiche, dedurre(1)dal proprio reddito imponibile fino al 10% dello stesso qualora questosia stato oggetto di donazione, in denaro o in natura, nei confronti deisoggetti richiamati dallo stesso comma e fino ad un valore massimo di70'000.00 euro.
Le organizzazioni nonprofitnei confronti delle quali opera l'agevolazione sono:
  • le Onlus di cuial d.lgs. 460/1997, comprese:
    • le organizzazionidi volontariato iscritte ai registri regionali di cui alla L.266/1991;
    • le cooperativesociali di cui alla L.381/91 ed i consorzi costituiti esclusivamentefra esse;
    • le organizzazioninon governative riconosciute idonee ai sensi della L.49/87;
    • le Onlus parziarie,ovvero le Associazioni di Promozione Sociale di cui alla Legge 287/91e gli enti ecclesiastici che svolgono attività ricompresefra quelle di cui all'art. 10 co. 1 lettera a) del d.lgs. 460/97e risultano iscritte all'anagrafe delle Onlus.
  • Le associazioni dipromozione sociale iscritte nel registro nazionale di cui allalegge 7 dicembre 2000, n. 383;
  • Le fondazionie le associazioni riconosciute aventi per oggetto statutariola tutela, promozione e la valorizzazione dei beni di interesse artistico,storico, e paesaggistico, ai sensi del Testo Unico dei Beni Culturalie Ambientali(2).
Pare opportuno precisareche le Onlus parziarie non sono esentate dall'invio della domanda di iscrizioneall'anagrafe delle Onlus, tenuta dall'Agenzia delle Entrate per il tramitedelle proprie Direzioni Reginali.
Per quanto concerne poile Associazioni di Promozione Sociale [APS] ricordiamo che la dizioneè applicata per due distinte figure giuridiche(3),quelle di cui alla Legge 287/91 e quelle di cui alla Legge 383/2000, chesono tuttavia soggetti iscritti in registri differenti ed ai quali lanormativa si applica in modo differente. Le prime, infatti, sono entia carattere nazionale le cui finalità assistenziali sono riconosciutedal Ministero dell'interno e che possono svolgere attività di somministrazionedi alimenti e bevande. Questi soggetti rientrano fra le cosidette Onlusparziarie, per cui la norma in analisi si considera applicabile solo qualoral'ente abbia provveduto all'iscrizione all'anagrafe Onlus. Per quanto concerne le APSdi cui alla Legge 383/2000 si deve tenere in considerazione che l'articolo7 della citata legge distingue fra enti di rilievo nazionale ed enti dirilievo locale. Il registro nazionale, tenuto dal Ministero dell'Welfare,iscrive:
  1. le APS a caratterenazionale, in possesso dei requisiti di cui all'art. 2 della Legge,che svolgono attività in almeno cinque regioni ed in almenoventi province del territorio nazionale ed operanti da almeno un anno;
  2. I livelli di organizzazioneterritoriale ed i circoli affiliati delle Associazioni medesime,in possesso dei requisiti di cui alla Legge e sulla base di una certificazionedel Presidente dell'Associazione nazionale "attestante l'appartenenzadei suddetti soggetti all'associazione nazionale medesima e la conformitàdei loro statuti ai requisiti di legge" [cfr. DM 471/2001].
Le APS che non svolgonoattività in almeno cinque regioni ed in almeno venti province delterritorio nazionale possono iscriversi nei registri tenuti dalla Regionie dalle province autonome di Trento e di Bolzano, qualora istituiti, sullabase delle rispettive norme attuative. Tali soggetti tuttavia non possonousufruire delle agevolazioni di cui alla "più dai meno versi".Diversamente, i soggetti di cui al precedente punto ii)possono usufruire delle eventuali agevolazioni previste dalle normativeattuative regionali della regione presso cui hanno sede, in base al comma3 dell'art. 7 della Legge 383/2000. Per quanto concerne, infine,le Fondazioni e le Associazioni riconosciute [aventi per oggetto statutariola tutela, promozione e la valorizzazione dei beni di interesse artistico,storico, e paesaggistico, ai sensi del Testo Unico dei Beni Culturalie Ambientali], pare opportuno ricordare che questi enti, in molti casi,possono già usufruire della cosidetta "legge Melandri",ovvero dall'agevolazione di cui all'articolo 100 co. 2 lettera f) delTUIR, che permette la deducibilità completa delle erogazioni liberalieffettuate da imprese, per la realizzazione di programmi nel settore dellacultura e dello spettacolo. Per usufruire di questa agevolazione occorreseguire una particolare procedura di comunicazioni al Ministero dei BeniCulturali ed Ambientali, per la quale si rimanda a quantoindicato sul sito del Ministero di riferimento. torna all'inizio
Erogazioniliberali in denaro e in natura: modalità di erogazione
Lanorma si distingue dalle altre analoghe disposizioni applicabili alleerogazioni liberali in favore di Onlus ed enti nonprofit in generale ancheperché non richiama le disposizioni introdotte dall'articolo 13del d.lgs. 460 del 1997, relativa alle modalità di versamento delleliberalità. In base a tale ultima disposizione citata, e comunqueper le detrazioni dai redditi IRE di cui all'articolo 15, comma 1, letterei-bis) ed i-quater) del TUIR, per le erogazioni effettuate da parte dipersone fisiche l'agevolazione "è consentita a condizioneche il versamento di tali erogazioni e contributi sia eseguito tramitebanca o ufficio postale"; ecomunque secondo modalità idonee a consentire all'Amministrazionefinanziaria lo svolgimento di efficaci controlli (carte di debito, dicredito e prepagate, assegni bancari e circolari). Il fatto che la disposizionein oggetto non sia richiamata ci permette di presumere che l'agevolazionesia applicabile anche alle erogazioni effettuate in contanti, tuttavia,come si argomenterà in seguito, è opportuno per l'ente nonprofitverificare che l'erogazione venga effettuata tramite sistemi di pagamentoche permettano la rintracciabilità delle somme (es. donazioni on-line).
Perquanto concerne la possibilità di effettuare donazioni in natura,l'importo deducibile corrisponderà al valore normale del bene,inteso, in via generale, come "il prezzo o il corrispettivomediamente praticato per i beni della stessa specie o similari in condizionidi libera concorrenza o al medesimo stadio di commercializzazione, neltempo e nel luogo in cui sono stati acquisiti e, in mancanza, nel tempoe nel luogo più prossimi"(art. 9, comma 3, TUIR).
Si deve ritenere, prudenzialmente,che l'agevolazione sia applicabile solo nel caso in cui il valore delladonazione sia identificabile in modo certo. Questo è possibile,
  • per le persone giuridiche:
    • qualora la donazioneavvenga tramite cessione gratuita per i beni oggetto dell'attivitàd'impresa, quindi tramite emissione di fattura. Il valore deducibilesarà, in questo caso, pari al "costo specifico", applicandosiil comma 3 dell'articolo 13 del d.lgs. 460 del 1997, che permettedi non considerare tali beni come destinati a finalità estraneedall'esercizio d'impresa;
    • qualora la donazioneavvenga tramite apporto gratuito di beni immobili all'ente nonprofit,il valore deducibile sarà pari al costo storico ovvero ilvalore del bene risultante dal registro dei beni ammortizzabili,dedotta la quota già ammortizzata;
    • un'ulteriore categoriaapplicabile probabilmente riguarda la donazione di lavoro, assimilabilea quella di cui all'art. 100 co. 2 del TUIR, che considera deducibili"sino al limite del 5 per mille dell'ammontare complessivo dellespese per prestazioni di lavoro dipendente" le "spese relativeall'impiego di lavoratori dipendenti, assunti a tempo indeterminato,utilizzate per prestazioni di servizi erogati a favore di Onlus".Si ritiene pertanto che tale limite sia stato innalzato considerevolmentedalla norma in analisi.
  • per le persone fisichele donazioni in natura deducibili devono avere ammontare certo cherisulti dal valore di mercato del bene ovvero da un registro pubblico,da un listino o da un tariffario professionale;
  • rientranofra le contribuzioni in natura anche le donazioni di titoli, il cuiimporto deducibile sarà pari al valore del titolo al momentodella cessione, ferma restando la tassazione sul capital gain;(4)
  • esistono tuttavia numerosecategorie di liberalità in natura che non possono trovare unacorretta identificazione valoriale e per le quali, quindi, puòrisultare più prudente non procedere alla deduzione. Ci siriferisce in particolare a donazioni di beni immateriali, quali brevettie marchi, e servizi, in particolare servizi di consulenza o per iquali non esistano tariffari professionali. Ma rientrano in questacategoria anche le donazioni di indumenti ed altri beni usati, chespesso molte onlus raccolgono fra il pubblico.
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Ulterioripresupposti di applicazione dell'agevolazione
2.Costituisce in ogni caso presupposto per l'applicazione delle disposizionidi cui al comma 1 la tenuta, da parte del soggetto che riceve le erogazioni,di scritture contabili atte a rappresentare con completezza e analiticitàle operazioni poste in essere nel periodo di gestione, nonché laredazione, entro quattro mesi dalla chiusura dell'esercizio, di un appositodocumento che rappresenti adeguatamente la situazione patrimoniale, economicae finanziaria.
Al fine di permettere ladeduzione delle erogazioni versate dai propri benefattori, l'ente nonprofitdeve predisporre, entro quattro mesi dalla chiusura dell'esercizio,un rendiconto di rappresentazione della situazione economica, patrimonialee finanziaria.
Si ricorda che, al momento,enti quali le organizzazioni di volontariato, le organizzazioni non governativee le associazioni di promozione sociale, sono tenuti ad approvare un rendicontoeconomico entro termini più ampi, ed in generale entro sei mesidalla chiusura dell'esercizio, prevalentemente per ragioni fiscali. Talisoggetti dovranno pertanto adeguarsi al termine più breve indicatodalla disposizione.
La mancata approvazionedel rendiconto entro i termini, si ritiene, non darà comunque luogoalla maggiorazione delle sanzioni di cui al comma 5, in quanto la disposizionenon è citata dalla norma sanzionatoria.

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Ele vecchie norme di agevolazione ? 3.Resta ferma la facoltà di applicare le disposizioni di cui all'articolo100, comma 2, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decretodel Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successivemodificazioni.
Sopravvivono tutte leprecedenti norme che permettevano a Onlus propriamente dette e didiritto, associazioni di promozione sociale ed enti riconosciuti che svolgonoesclusive finalità di tutela dei beni culturali, di ricevere erogazioniliberali deducibili/detraibili.
Gli erogatori delle somme,tuttavia, devono prestare attenzione alla scelta che operano al momentodi presentare la dichiarazione dei redditi, in quanto, come si vedràmeglio in seguito, le agevolazioni sono alternative e non cumulabili. torna all'inizio
Sanzioniin caso di indebite deduzioni 4.Qualora nella dichiarazione dei redditi del soggetto erogatore delle liberalitàsiano esposte indebite deduzioni dall'imponibile, operate in violazionedei presupposti di deducibilità di cui al comma 1, la sanzionedi cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 18 dicembre 1997,n. 471, e' maggiorata del duecento per cento. La deducibilità delleerogazioni liberali, in base alla "più dai meno versi", èpossibile qualora si verifichino:
  • un presupposto soggettivo:i soggetti beneficiari delle erogazioni devono possedere una delle qualificazionigiuridiche indicate dalla legge (onlus, associazioni di promozione socialedi carattere nazionale ovvero fondazione o associazione riconosciutache svolgono attività di tutela dei beni culturali) ed osservarele norme che disciplinano le rispettive categorie di appartenenza;
  • un presupposto oggettivo:il rispetto del limite quantitativo alla deducibilità dal redditodelle erogazioni effettuate.
Qualora si accerti la mancanzadi uno di questi presupposti, la sanzione amministrativa originaria, citatadalla disposizione, corrisponde ad una cifra fra il 100% ed il 200% delladifferenza fra l'imposta effettivamente versata e l'imposta accertatadall'amministrazione finanziaria. Tale sanzione può subire un'ulterioremaggiorazione, complessivamente, del 200%. torna all'inizio
Obbligazionein solido dell'ente nonprofit e del benefattore
5. Se la deduzione di cui al comma 1risulta indebita in ragione della riscontrata insussistenza, in capo all'entebeneficiario dell'erogazione, dei caratteri solidaristici e sociali dichiaratiin comunicazioni rivolte al pubblico ovvero rappresentati ai soggettierogatori delle liberalità, l'ente beneficiario e i suoi amministratorisono obbligati in solido con i soggetti erogatori per le maggiori imposteaccertate e per le sanzioni applicate.
Questa costituisce sicuramenteuna delle novità più rilevanti nella norma. In effetti giàle disposizioni di cui al d.lgs. 460/97 permettevano di supporre un'obbligazionedell'ente nonprofit nei confronti dei beneficiari delle agevolazioni edell'Amministrazione Finanziaria, qualora dal comportamento dell'enteconseguissero indebite detrazioni/deduzioni in capo a soggetti erogatori. È questa la ragioneper la quale, prudenzialmente, consigliamo di non applicare l'agevolazionea donazioni effettuate in contanti ovvero a donazioni in natura per lequali non sia identificabile facilmente e con certezza il valore di mercatodel bene.
La norma, così formulata,costringe oggettivamente le organizzazioni nonprofit ad una assunzionedi responsabilità nei confronti dei propri benefattori, ma comportaanche una maggiore attenzione di questi ultimi verso gli enti, per laverifica del possesso dei presupposti di applicazione dell'agevolazione. La disposizione coinvolgeanche l'ambito delle informazioni al pubblico e quindi della comunicazionesociale. Si richiede, per la responsabilità solidale, che i caratterisolidaristici e sociali siano stati dichiarati in comunicazioni rivolteal pubblico e, presumibilmente, che sia stata dichiarata anche la possibilitàdi usufruire delle agevolazioni della "più dai meno versi". Sinoti che per le Onlus vige, in base all'articolo 10 del d.lgs. 460/97,l'obbligo di dichiarare in qualsiasi comunicazione al pubblico la proprianatura di Organizzazione non lucrativa di utilità sociale. torna all'inizio
Incompatibilitàcon altre agevolazioni 6.In relazione alle erogazioni effettuate ai sensi del comma 1 la deducibilitàdi cui al medesimo comma non può cumularsi con ogni altra agevolazionefiscale prevista a titolo di deduzione o di detrazione di imposta da altredisposizioni di legge. Desta qualche dubbio interpretativoil passaggio di cui al comma 6, in base al quale la possibilitàdi dedurre, per il soggetto erogatore, non può cumularsi "conogni altra agevolazione fiscale", dizione che ha fatto sorgere sospettiin non pochi esperti del settore. Posto che per un chiarimento bisogneràattendere un provvedimento interpretativo dell'Amministrazione Finanziaria,si ritiene che il divieto di cumulo, ad influire sul massimale di 70'000euro (ovvero al 10% del reddito dichiarato) per le deduzioni, si riferiscealle somme erogate a favore di enti nonprofit e non a tutte quelle "altreforme di agevolazione fiscale" previstedal nostro ordinamento. In particolare il contribuentedovrà scegliere se applicare le agevolazioni di cui alle normativeprecedenti ovvero quelle della "più dai meno versi", che sono intermini generali più convenienti, ma non in tutti i casi, comeci apprestiamo ad esemplificare:
EROGAZIONIDA PARTE DI PERSONE FISICHE
  • Organizzazioni non governative:
In questo primo caso sipuò applicare, in alternativa alla "più dai meno versi"l'agevolazione prevista dal TUIR alla lettera g) dell'Art.13. Tale norma permette la deduzionedal reddito delle persone fisiche delle erogazioni liberali in favoredi ONG, solo fino al 2% del reddito, ma senza massimale. Ne consegue che potràessere preferita da coloro che, beati loro, dispongono di un reddito dichiaratosuperiore ai 3'500'000 euro.
  • Associazioni di PromozioneSociale e ONLUS
In questi casi l'agevolazioneprecedente sarà preferibile sulle erogazioni inferiori ai 2'065,83Euro per tutti quei contribuenti che dispongono di un'aliquota d'impostainferiore al 19%. Si ricorda che al momento l'aliquota marginale piùbassa per le persone fisiche è pari al 23% per i redditi fino a26'000 euro. Da questo punto di vista la "più dai meno versi"risulta sempre vantaggiosa.
  • Fondazioni e associazioniriconosciute aventi per oggetto statutario la tutela, promozione e lavalorizzazione dei beni di interesse artistico, storico, e paesaggistico
Non esistevano precedentiagevolazioni. EROGAZIONIDA PARTE DI IMPRESE
Per quanto concerne le imprese,tutte le precedenti agevolazioni prevedevano la possibilità didedurre il 2% del reddito d'impresa per erogazioni liberali di differentenatura. Una in particolare concernele erogazioni in favore di enti che svolgono programmi nel settore dellacultura e dello spettacolo, cosi detta "agevolazione Melandri", che puòsovrapporsi con quella di cui alla più dai meno versi". A prescindere dal caso incui il 2% del reddito d'impresa superi il massimale di 70'000 euro previstidalla norma in analisi, ovvero qualora questo sia superiore a euro 3'500'000,si possono verificare ulteriori casi nei quali le precedenti agevolazionirisultano ancora preferibili, principalmente a causa del divieto di cumulofra la "più dai meno versi" e le altre agevolazioni previstedal TUIR. Si segnala quindi come possanorisultare opportune verifiche di convenienza qualora si verifichi unodei seguenti casi:
  • il soggetto erogatoreabbia effettuato donazioni a più soggetti nonprofit, e di diversanatura, e per importi complessivamente superiori ai 70'000 euro ovvero[caso probabilmente molto più raro] al 10% del reddito d'impresa;
  • il soggetto erogatoredispone di un reddito d'impresa superiore ai 3'500'000 euro.
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1Si ha deduzione quandol'importo dell'erogazione liberale è portato in diminuzione dellabase imponibile dell'imposta, ossia della cifra sulla quale si andràa calcolare l'imposta. Si ha detrazionequando l'importo erogato, ovvero una percentuale (19%) dello stesso,viene portato in diminuzione dell'imposta lorda. 2I soggetti di cui a questo ultimo punto sono stati aggiunti ai soggettiagevolati dalla Legge di conversione del decreto, ne consegue che leagevolazioni sulle erogazioni liberali a questi ultimi soggetti si applicanoa partire dal 15 maggio 2005. Si richiama quanto espresso in nota 1. 3Per la precisione, tre, comprendendo anche le APS di cui alla LeggeRegionale della Lombardia n. 28/1996, per la quale si è tuttaviain attesa di una norma di conversione che recepisca la Legge nazionale383/2000. 4In base al comma 4 del citato art. 9 del TUIR, per i titoli, "ilvalore normale è determinato: a) per le azioni,obbligazioni e altri titoli negoziati in mercati regolamentati italianio esteri, in base alla media aritmetica dei prezzi rilevati nell'ultimomese; b) per le altreazioni, per le quote di società non azionarie e per i titolio quote di partecipazione al capitale di enti diversi dalle società,in proporzione al valore del patrimonio netto della società oente, ovvero, per le società o enti di nuova costituzione, all'ammontarecomplessivo dei conferimenti; c) per le obbligazionie gli altri titoli diversi da quelli indicati alle lettere a) e b),comparativamente al valore normale dei titoli aventi analoghe caratteristichenegoziati in mercati regolamentati italiani o esteri e, in mancanza,in base ad altri elementi determinabili in modo obiettivo." ScriviciCopyright- Nonprofitonline.it 2005 





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