Ultime News

(22/03/2017) Contributi alle scuole paritarie: siamo ancora molto lontani dalla garanzia della libertà di scelta educativa

Riportiamo le dichiarazioni di suor Anna Monia Alfieri in merito al recente decreto del MIUR (in fase di registrazione) che assegna contributi alle scuole paritarie per l’a.s. 2016/2017



Il Ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli ha firmato il decreto che definisce i criteri per l’assegnazione dei contributi alle scuole paritarie per l’a.s. 2016/2017, destinati alle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo e secondo grado.
Il decreto viene ora trasmesso alla Corte dei conti per la registrazione.
A breve le risorse dovrebbero essere trasferite agli USR per le erogazioni alle scuole.

Riportiamo di seguito le dichiarazioni di suor Anna Monia Alfieri, presidente regionale FIDAE.

La Legge di Stabilità ha previsto:
• risorse aggiuntive per le scuole che accolgono alunni con disabilità (art. 1 comma 616), complessivamente 23,4 milioni annui;
• 50 milioni di euro aggiuntivi per le scuole dell’infanzia paritarie (art. 1 comma 619).

I criteri di ripartizione delle risorse sono definiti dal Decreto ministeriale che speriamo a breve venga pubblicato ufficialmente.

Con quel sano realismo che da più parti si invoca, siamo ancora molto lontani dalla “garanzia” della libertà di scelta della famiglia in un pluralismo educativo.
Buona la scuola pubblica statale, Buona la scuola pubblica paritaria senza alcun vincolo economico.

Pur tuttavia registriamo con positività tutti quei passaggi di diritto che una seria azione culturale deve necessariamente saper porre all’odg di qualsiasi agenda:
a) più autonomia per la scuola statale;
b) libertà di scelta educativa della famiglia senza pagare due volte con le tasse prima e con la retta poi.

Credo sia l'unica soluzione di diritto che domanda un sano realismo ma anche tanto coraggio. Nessuna resa....Da più parti voci libere, perché oneste intellettualmente, riconoscono nel costo standard di sostenibilità l’anello indispensabile per superare gli ostacoli ideologici che perpetuano, nel nostro Paese, una tra le più gravi violazioni del diritto internazionale, quella della “libertà educativa della persona e della famiglia”. Libertà sancita dalla Costituzione dal 1948 ma sempre inattuata per le persistenti pregiudiziali ideologiche, amministrative ed economiche.

“Il costo standard di sostenibilità per allievo” è il punto di appoggio per risollevare l’intera scuola italiana statale e paritaria.
Le modalità applicative potranno essere le più diverse a seconda delle circostanze: voucher, buono scuola, deduzioni, detrazioni fino alle convenzioni intese come “contratto di associazione”, che garantiscano libertà e diritto.

In merito, una convergenza significativa si rileva nel Documento di Sintesi del Seminario di Studi del 21 gennaio 2017, che ha visto a confronto Agesc e Fism con gli autori del saggio “Il diritto di apprendere. Nuove linee di investimento” (Ed. Giappichelli 2015) e lancia la “Proposta per una scuola italiana di qualità e inclusiva. Il costo standard di sostenibilità e gli strumenti applicativi” (in allegato potete leggere il documento di sintesi del seminario).

Porsi a favore dello studente, superando ogni discriminazione, domanda onestà intellettuale, tanta competenza, oltre ogni interesse di parte e compromessi di breve periodo.

Ecco che da Il Fatto Quotidiano si leva la voce del giornalista Alex Corlazzoli che si definisce un “ateo in ricerca”: ogni giorno e in classe, sul diritto di apprendere, sulla responsabilità educativa della famiglia, che per essere agita ha bisogno di libertà di scelta in un pluralismo educativo, ha le idee chiare.
Qui potete leggere l'articolo "Scuola, 575 milioni alle paritarie? Perché, da un certo punto di vista, sono pochi" di Alex Corlazzoli.

D’altronde chi potrebbe ancora osservare discriminazioni gravissime come:

a) a fronte di un diritto riconosciuto, abbiamo 8.826.893 studenti italiani che:
- se scelgono la buona scuola pubblica statale, apparentemente non pagano nulla ma costano più di 8mila euro all’anno per allievo ai cittadini italiani,
- se scelgono la buona scuola pubblica paritaria, dopo aver pagato le tasse devono pagare la retta (per i 939.373 studenti delle scuole paritarie lo Stato destina solo 500 euro annui per allievo).
Un vincolo economico gravissimo che stride con un sistema giuridico che riconosce a tutti gli studenti il diritto di apprendere agito dalla famiglia responsabilmente in una libertà di scelta educativa fra una buona scuola pubblica statale e paritaria.

b) A fronte di una spesa di 8mila euro per allievo della scuola statale, registriamo che in alcune buone scuole statali la famiglia deve portare la carta igienica, la risma di carta, e rischiare di essere in classe senza il docente (a fronte di 100mila docenti immessi in ruolo) di chimica o peggio di sostegno (mancano i docenti di sostegno nelle Gae).

c) A parità di titoli e vincitori di concorso i docenti non possono scegliere se insegnare in una buona scuola pubblica statale o paritaria.

d) Poi arriva la magistratura che con una recente sentenza del Tar Umbria dichiara (quanto già aveva scritto la legge 62/2000, grande incompiuta) il diritto di ogni bambino disabile ad avere le stesse modalità di sostegno della scuola statale.
Leggiamo in merito un articolo di ANIEF-Associazione Sindacale Professionale, "Sostegno, cade un tabù: gli alunni disabili delle paritarie hanno gli stessi diritti dei compagni della statale".
Nella scuola italiana gli alunni disabili o con problemi di apprendimento hanno i medesimi diritti dei compagni normodotati, anche quando sono iscritti nelle scuole paritarie. A riconoscerlo è stato il Tar dell'Umbria, con un provvedimento cautelare emesso a favore di un allievo iscritto a un istituto non pubblico: il giudice ha prescritto l'avvio di tutta la procedura prevista dall'attuale normativa, perché sia "propedeutica all'assegnazione dell'insegnante di sostegno secondo le modalità richieste (n. 24 ore settimanali)", in modo da poter rispettare il diritto dell'alunno al completo monte ore con il docente specializzato da assegnare per la sua specifica situazione.

Segnaliamo un altro articolo di Anief "Sostegno, il Miur nega le ore agli alunni disabili e i giudici le rendono con gli interessi".
Sull'argomento anche l'articolo pubblicato su OrizzonteScuola "Sostegno, Anief: assegnare ore previste dal PEI. Miur travolto a Tivoli e Civitavecchia"

  • Una scuola buona per «tutti» i nostri figli (Brescia, 21 gennaio 2017), sintesi
    Una scuola buona per «tutti» i nostri figli (Brescia, 21 gennaio 2017), sintesi 565,88 KB

  • Suor Anna Monia Alfieri
    Suor Anna Monia Alfieri 13,4 KB

Autenticazione necessaria

Per inserire un tuo commento a questo articolo devi essere registato, se non sei ancora registrato clicca qui. Se sei già registrato al sito effettua l’autenticazione inserendo il tuo indirizzo e-mail e la tua password.

Stampa questa pagina Invia questa pagina ad un amico
© 2015 Edinet Srl - Tutti i diritti riservati - Via Gaetano Doninzetti 30 - 20122 Milano - tel. 02.77886211 - P.IVA: 12985430151 - Privacy policy - Site credits