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(20/10/2017) SCUOLA: Costo standard di sostenibilità, Regione Lombardia raccoglie la sfida

Suo Anna Monia Alfieri nota, con soddisfazione, un'ampia convergenza tra l'Assessore lombardo Valentina Aprea e il Ministro Valeria Fedeli sul diritto di apprendere senza discriminazioni economiche



Interessanti e significative dichiarazioni sono state rilasciate dall'Assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro della Regione Lombardia Valentina Aprea in merito all'importanza di garantire la libertà di scelta educativa delle famiglie anche attraverso l'introduzione del costo standard in Lombardia.
Nel corso di una intervista pubblicata il 19 ottobre 2017 sul sito www.tuttoscuola.com, sulla nuova forma di autonomia che Regione Lombiardia vorrebbe ottenere partendo dal referendum del prossimo 22 ottobre, l'On. Valentina Aprea ha affermato:
"Con una maggiore autonomia istituzionale puntiamo ad introdurre nell’istruzione una più ampia quota di sussidiarietà che consenta una ulteriore personalizzazione dei percorsi, una maggiore libertà di scelta delle famiglie, oltre all’adozione di costi standard. Regione Lombardia intende richiedere trasferimenti di funzioni e di risorse in materia di istruzione e formazione professionale per estendere il modello lombardo del sistema dotale (Buono Scuola, Dote Scuola, Dote Merito, Dote Formazione, Dote Disabili e Dote Apprendistato) a tutta l’istruzione statale e paritaria, introducendo il principio dei “costi standard di sostenibilità” come parametro per il finanziamento. Non si tratta di inventare nulla, ma di guardare alle buone esperienze italiane e internazionali come, ad esempio, a quella del settore sanitario dove, da anni, le strutture sanitarie pubbliche e private (sia profit che non profit) competono tra loro “ad armi pari”, ricevendo i finanziamenti pubblici sotto forma di un rimborso uguale per tutti sulla base della singola prestazione erogata. Relativamente all’ambito scolastico si tratterebbe di identificare il parametro “costo standard di sostenibilità” per studente e impiegarlo, in via sperimentale, come parametro di riferimento per il finanziamento della scuola statale e paritaria. Regione Lombardia sarebbe pronta a raccogliere la sfida!"

Lo scorso 7 ottobre era stato il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli, nel corso di un’intervista rilasciata in occasione del convegno “Arte-Formazione-Cultura” che si è svolto a Milano presso l’Istituto di Cultura e di Lingue Marcelline di via Quadronno e di cui è responsabile suor Anna Monia Alfieri, a dichiararsi favorevole a studiare soluzioni che favoriscano il pluralismo educativo e la libertà di scelta.
“Speriamo di raggiungere l’obiettivo del costo standard in tempi brevi - aveva dichiarato il Ministro Fedeli - ma occorre tener presente che la questione è complessa ed è oggetto di dibattito fin dal varo della Costituzione. Abbiamo presente la questione della libera scelta educativa, tanto che nella legge di bilancio del 2017 abbiamo equiparato la scuola paritaria a quella pubblica. Per quel che riguarda il costo standard, si tratta di uno studio che dobbiamo continuare a fare costituendo anche un apposito gruppo di lavoro. Si tratta di un confronto necessario poiché la libera scelta educativa è un elemento importante e che necessita della dovuta chiarezza. La Costituzione italiana, infatti, garantisce in modo fondamentale il diritto all’istruzione, così come è anche
costituzionale il tema del pluralismo culturale. La questione che lo Stato otterrebbe dei risparmi dal Costo Standard è impostata male. La cosa corretta da chiedersi, secondo me, è come poter offrire una condizione di libertà di scelta dentro a una funzione qualitativamente riconosciuta dallo Stato? Un primo passo in avanti, inoltre, è stato quello di aver già superato la questione di considerare le scuole paritarie di serie C in relazione alla valutazione della qualità dell’insegnamento e della selezione del personale. Credo che proprio nella logica del pluralismo occorra considerare cosa sia il costo standard a parità di qualità formativa, quindi a parità di criteri su ogni fronte”.
Il Ministro aveva preso l’impegno di serrare i tempi per la costituzione del gruppo di lavoro, che valorizzerà anche le esperienze positive realizzate in particolare proprio nella Regione Lombardia.

Suor Anna Monia Alfieri, tenace battagliera e sostenitrice del costo standard di sostenibilità per alunno e della libertà di scelta educativa della famiglia, nota con soddisfazione una certa convergenza tra le posizioni dell'Assessore lombardo Valentina Aprea e il Ministro Valeria Fedeli. Pensieri, progetti e politiche vicini: un segnale che fa sperare positivamente per il futuro della scuola italiana statale, pubblica e paritaria.

Ecco le parole di Suor Anna Monia Alfieri.
"Da Regione Lombardia, uno sguardo all’Europa le restituisce una visione di pieno esercizio della libertà di scelta in capo alla famiglia in un reale pluralismo educativo. Nuove modalità di finanziamento della scuola, complementari o sostitutive della Dote: modalità virtuose che riconoscano il ruolo (diverso ma ugualmente legittimo) della scuola pubblica statale e di quella pubblica paritaria, e che al contempo risultino anche sostenibili sul piano della finanza pubblica e quindi regionale. Come già accade nel settore sanitario, dove il prezzo viene riconosciuto dalla regione alla struttura ospedaliera pubblica e privata accreditata, sulla base di un processo (e costo) standard per singole classi di prestazioni, la cui definizione è stata perfezionata nel tempo, diventando eccellenza in Regione Lombardia.
E’ ormai trasversale la convergenza politica sui costi standard applicati all’ambito scolastico pubblico, statale e paritario; sul piano operativo, si tratta di identificare un parametro “costo standard di sostenibilità” per studente anche per la scuola italiana e di iniziare a impiegarlo, in via sperimentale, come il parametro fondamentale per il finanziamento della scuola pubblica, statale e paritaria, del Servizio Nazionale di Istruzione. La definizione del “costo standard di sostenibilità” per studente parte quindi da precise ipotesi e quindi da processi ideali, ben strutturati, che ipotizzano un dato livello di qualità ed efficienza.
Regione Lombardia intende raccogliere la sfida: d’altronde le leve di trasparenza e di buona organizzazione, l’autonomia scolastica e la valutazione dei dirigenti e dei docenti, la detraibilità delle spese scolastiche e gli investimenti school bonus che la L. 107/2015, “Riforma del Sistema Nazionale di istruzione e formazione”, ha introdotto, vanno verso questa prospettiva. Si riconferma allora il costo standard per studente come il solo anello mancante che, mentre consente alla famiglia di scegliere, innesca un sano processo di verifica, risanamento e rilancio nelle scuole pubbliche, statali e paritarie, sotto lo sguardo garante dello Stato"
.

Infine, suor Anna Monia Alfieri ricorda che "a seguito della Sentenza della Corte Costituzionale 11 maggio 2017 n. 104, il legislatore nel Decreto Legge 20 giugno 2017 n. 91 all'art. 12 ha normato a livello di fonte primaria il costo standard per studente universitario, sulla cui base deve essere distribuito il fondo di finanziamento ordinario previsto dal Ministero per l'Università. Concettualmente, il passo verso la determinazione del costo standard per la Scuola Pubblica tutta è breve. Non è escluso che – su richiesta delle stesse Associazioni delle Famiglie e delle scuole pubbliche paritarie – Regione Lombardia si impegni ad avocare a sè l'istruzione e il finanziamento. Si innesca così un circolo virtuoso che rompe il meccanismo dei tagli conseguenti a sempre minori risorse (perché sprecate) che producono a loro volta altro debito pubblico. Il Welfare non può sostenere altri costi; non a caso il principio di sussidiarietà, oltre ad avere una valenza etica, è anzitutto un principio economico prioritario. Europa docet. E Regione Lombardia apprende e sarà un motore virtuoso per tutta la nazione altrimenti non avrebbe senso".

Redazione Nonprofitonline

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