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(27/12/2018) Raddoppio Ires: la rivolta del non profit

Molto forte la reazione degli enti del Terzo settore contro la cancellazione dell'agevolazione Ires per gli enti non commerciali, approvata con la Legge di Bilancio 2019



La Legge di bilancio per il 2019, approvata dalla Camera a inizio dicembre, modificata e corretta notevolmente con il “maxi emendamento“, è stata approvata dal Senato nella notte tra il 22 e 23 dicembre 2018.
Il disegno di legge dovrà ora tornare alla Camera per la sua approvazione definitiva: la discussione dovrebbe iniziare il 28 dicembre.

Sul sito del Senato, è stato pubblicato il testo del Disegno di legge n. 981, approvato, con modifiche, dal Senato: "Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021".

Come è noto, la legge di bilancio uscita dal Senato è il risultato della trattativa tra il governo italiano e l'Ue.
Reddito di cittadinanza e Quota 100, le riforme più attese e più dispendiose, non sono nella legge uscita dal Senato, ma finiranno in un decreto collegato alla manovra, che sarà presentato all'inizio del nuovo anno.

Tra le misure contenute nel Maxiemendamento, è stata confermata la cancellazione della mini-Ires per gli enti non commerciali, giustificata con la necessità di recuperare risorse proprio per il Reddito di cittadinanza e Quota 100 alle pensioni.
Una novità fiscale che sta suscitando una fortissima reazione da parte del Terzo settore italiano.

Preoccupatissima la Cei: il taglio dell'Ires colpirà le fasce deboli della popolazione e settori strategici a cui è legata la stessa crescita economica, culturale e scientifica del Paese. In particolare, saranno stroncate tutte le attività di volontariato, di assistenza sociale, di presenza nell’ambito della ricerca, dell’istruzione e anche del mondo socio-sanitario. Si tratta di realtà che spesso fanno fronte a carenze dello Stato, assicurando servizi e prossimità alla popolazione.
Molto dura la dichiarazione del Presidente della Cae, Gualtiero Bassetti: "Signor ministro, se la prenda con chi vuole, con i vescovoni, con la stampa cattolica, con i preti meschini e arrivisti ma non tocchi l’umanità. Comprendo il momento di difficoltà nel nostro Paese, ma non mi sarei mai aspettato di vedere colpito il volontariato. Si tratta di migliaia di istituzioni senza fini di lucro che coprono uno spettro enorme di bisogni ed esigenze, da quelle ambientali a quelle sanitarie, da quelle di supporto alla coesione sociale e di contrasto alla povertà a quelle ricreative, culturali ed educative. Non si tratta di una mera questione “cattolica” ma dell’umanità del nostro popolo, quindi di dignità e rispetto per chi ha sempre operato con abnegazione e ha contribuito a tenere in piedi il nostro Paese. La storia italiana è stata tormentata, ma se c’è una cosa che ha riscattato tante cattiverie e miserie è il sentimento morale di partecipazione popolare alle difficoltà e alle disgrazie della gente. Partecipazione generosa e concreta, creativa e competente".

La "rivolta" del mondo non profit contro questa manovra fiscale coinvolge molte realtà.

"Ricade su tutti gli enti che esercitano attività di assistenza sociale, beneficenza, sanità e istruzione e che abbiano personalità giuridica, sia per le attività di produzione di beni e servizi sociali e socio-sanitari sia per le attività diverse di messa a reddito del patrimonio, ma sempre per attività benefiche e assistenziali", spiega l’avvocato Luca Degani, membro del Consiglio nazionale del Terzo settore.

"Penalizzare gli enti senza scopo di lucro, che hanno bilanci in pareggio e che non producono né distribuiscono utili, non va contro gli azionisti che non ci sono ma contro gli assistiti. Se la prendono con gli ultimi". Franco Massi, presidente di Uneba nazionale che rappresenta oltre 900 enti in tutta Italia attivi nel settore sociosanitario, assistenziale ed educativo, esprime la preoccupazione di tutto il settore.
Gli enti e gli istituti di assistenza sociale, le società di mutuo soccorso, gli enti ospedalieri, di assistenza e beneficenza perderanno il dimezzamento dell’Ires dal 24 per cento al 12 per cento sui redditi commerciali sottoposti a tassazione anche se servono a finanziare le attività sociali.
Ma non solo. Perderanno anche l’esenzione della tassazione dei redditi dei fabbricati istituzionali, che servono a svolgere le funzioni assistenziali e che attualmente hanno l’esenzione totale. "Una fondazione ex Onlus solo sulla categoria dei redditi dei fabbricati istituzionali di un immobile di 120 posti letto avrà una maggiore Ires tra i 6mila e i 10mila euro all’anno", quantifica Massi.

La questione degli immobili non è di poco conto, spiega Rodolfo Masto, presidente dell’Istituto dei ciechi e dell’Unione Italiana Ciechi di Milano: "Gli enti storici in generale ricevevano e ricevono tuttora lasciti, come per esempio appartamenti e case. Immobili che, attraverso i proventi della locazione, concorrono a finanziare le attività sociali degli enti. Con la tassazione avremo un aggravio fiscale. E pensare che al posto di un aggravio il settore si aspettava la detassazione delle donazioni, che in molti Paesi del mondo come gli Usa".

“Assurdo che debba essere proprio il Terzo settore a pagare l’accordo con l’Europa. Un prezzo alto: da una prima stima, solo per il primo anno, il volontariato italiano andrà a versare 118 milioni di euro.”
E’ quanto dichiarato dalla Portavoce del Forum nazionale del Terzo Settore Claudia Fiaschi. “«Quella tassa è una vergogna, una patrimoniale sulla solidarietà. Il conto lo pagheranno i più poveri. Un provvedimento che ci sembra particolarmente penalizzante, soprattutto in relazione al periodo transitorio in cui si attende la piena entrata in vigore della Riforma del Terzo Settore.”

In allegato, il Dossier del Senato: "LEGGE DI BILANCIO 2019. Le modifiche approvate dal Senato della Repubblica - Il maxiemendamento del Governo 1.9000".

Qui si legge:
Articolo 1, commi 29-octiesdecies-noviesdecies
(Abrogazione riduzione Ires enti non a scopo di lucro e Iacp)
I commi 29-octiesdecies e 29-noviesdecies, introdotti al Senato, abrogano
la riduzione a metà dell’IRES per alcuni enti che svolgono attività sociali, culturali e attività con fini solidaristici, nonché nei confronti degli istituti autonomi per le case popolari.
In particolare, il comma 29-octiesdecies abroga l’articolo 6 del D.P.R. 601/1973 che dispone la riduzione alla metà dell’IRES (dal 24 al 12 per cento) nei confronti dei seguenti enti (comma 1 dell’articolo 6):
- enti e istituti di assistenza sociale, società di mutuo soccorso, enti ospedalieri, enti di assistenza e beneficenza;
- istituti di istruzione e istituti di studio e sperimentazione di interesse generale che non hanno fine di lucro, corpi scientifici, accademie, fondazioni e associazioni storiche, letterarie, scientifiche, di esperienze e ricerche aventi scopi esclusivamente culturali;
- enti il cui fine è equiparato per legge ai fini di beneficenza o di istruzione;
- istituti autonomi per le case popolari (Iacp), comunque denominati, e loro consorzi nonché enti aventi le stesse finalità sociali dei predetti Istituti, istituiti nella forma di società che rispondono ai requisiti della legislazione dell'Unione europea in materia di "in house providing" e che siano costituiti e operanti alla data del 31 dicembre 2013.
La riduzione compete a condizione che i predetti soggetti abbiano personalità giuridica (comma 2) e non si applica agli enti iscritti nel Registro Unico nazionale del terzo settore (di cui al D.Lgs. n. 117 del 2017; per approfondimenti si rinvia al portale della Documentazione parlamentare). Agli enti religiosi (articolo 4, comma 3, codice del Terzo settore) iscritti nel predetto Registro, la riduzione si applica limitatamente alle attività diverse da quelle di interesse generale (elencate all'articolo 5 del citato decreto legislativo n. 117 del 2017).
Il comma 29-noviesdecies chiarisce che il calcolo dell’acconto per il 2019 sia effettuato considerando, come imposta del periodo precedente, quella risultante dall’introduzione delle nuove norme in commento.



http://www.senato.it

Redazione Non profit on line

  • Disegno di Legge n. 981, approvato dal Senato il 23 dicembre 2018
    Disegno di Legge n. 981, approvato dal Senato il 23 dicembre 2018 5,31 MB
  • Dossier, Senato, Legge di Bilancio 2019
    Dossier, Senato, Legge di Bilancio 2019 4,05 MB

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