ottobre

 < News
ottobre

NON PROFIT: L'Agenzia delle Entrate risponde ai quesiti

Esenzione dall’imposta di bollo degli atti inerenti l’attività di Onlus ed enti di volontariato, certificazione delle erogazioni liberali alle istituzioni religiose, somministrazione occasionale di alimenti da parte di una Onlus.

L'Agenzia delle Entrate, nella rivista telematica Fisco Oggi, risponde a numerosi quesiti posti tramite lettera. Eccone alcuni che riguardano l'attività degli enti non profit. .

Esenzione dall’imposta di bollo degli atti inerenti l’attività delle Onlus
Vige l'esenzione per le Onlus da imposta di bollo sui contratti bancari (conto titoli, c/c ordinario ecc.)?
Tutti gli atti richiesti o posti in essere (ad esempio, i contratti) dalle Onlus, compresi quelli stipulati con le amministrazioni pubbliche, sono esenti dall’imposta di bollo in quanto espressamente menzionati nell’articolo 27-bis della tabella allegata al Dpr 642/1972. La disposizione prevede infatti che atti, documenti, istanze, contratti, nonché copie anche se dichiarate conformi, estratti, certificazioni, dichiarazioni e attestazioni poste in essere o richiesti da organizzazioni non lucrative di utilità sociale e dalle federazioni sportive ed enti di promozione sportiva riconosciuti dal Coni, sono esenti dall’imposta di bollo in modo assoluto.
(Risponde Antonina Giordano, pubblicato Venerdì 21 Ottobre 2011)

Esenzione dall’imposta di bollo per gli atti delle organizzazioni di volontariato
L’atto di acquisto da parte di un’organizzazione di volontariato di un immobile strumentale all’esercizio dell’attività beneficia dell’esenzione da Registro e Bollo?
Le organizzazioni di volontariato sono organismi liberamente costituiti al fine di svolgere attività senza fini di lucro (anche indiretto), esclusivamente per fini solidaristici, attraverso (in modo determinante e prevalente) le prestazioni personali, volontarie e gratuite dei propri aderenti. La materia del volontariato beneficia di un trattamento di favore per tutti gli atti che possano ritenersi, sia sotto il profilo soggettivo sia sotto quello oggettivo, connessi alla realizzazione delle finalità perseguite. Gli atti connessi allo svolgimento delle attività delle organizzazioni di volontariato per fini di solidarietà sono, pertanto, esenti dalle imposte di bollo e di registro.
(Risponde Antonina Giordano, pubblicato Lunedì 17 Ottobre 2011)

Certificazione delle erogazioni liberali alle istituzioni religiose
E’ possibile la deduzione dal reddito di erogazioni liberali in denaro in favore di un’istituzione religiosa (articolo 10, comma 1, lettera l), del Tuir) documentate con le ricevute rilasciate dai responsabili dell’ente?
L’articolo 10, comma 1, lettera l), del Tuir consente di dedurre dal reddito complessivo, nel limite massimo di 1.032,91 euro, le erogazioni liberali in denaro effettuate a beneficio di istituzioni religiose. Ai fini della deducibilità dal reddito, è necessario che l’importo della somma erogata risulti dalla attestazione o ricevuta di versamento in conto corrente postale e, in caso di bonifico bancario, dalla ricevuta rilasciata dall’azienda di credito al cliente.
Nel caso di erogazioni a favore della chiesa Valdese, l’attestazione o certificazione - ai sensi dell’articolo 1 del decreto ministeriale 11 dicembre 1993, emanato previo accordo con la Tavola valdese - può essere rilasciata e sottoscritta, oltre che dal legale rappresentante della Tavola valdese, anche da soggetti incaricati dalla Tavola valdese presso le chiese facenti parte dell’Unione delle Chiese metodiste e valdesi su appositi stampati da questa predisposti e numerati.
Tali stampati devono contenere: il numero progressivo dell’attestazione o certificazione; cognome, nome e comune di residenza del donante; l’importo e la causale dell’erogazione liberale.
(Risponde Antonina Giordano, pubblicato Martedì 11 Ottobre 2011)

Somministrazione occasionale di alimenti da parte di una Onlus
La somministrazione occasionale di alimenti da parte di un’associazione senza fine di lucro se rivolta solo agli associati può essere considerata attività non commerciale?
Non è considerata commerciale l’attività svolta nei confronti degli associati o partecipanti, in conformità alle finalità istituzionali, dalle associazioni, dai consorzi e dagli altri enti non commerciali di tipo associativo, e le somme versate dagli associati o partecipanti a titolo di quote o contributi associativi non concorrono a formare il reddito complessivo dell’erogante. Tuttavia, nel rispetto di quanto previsto nei commi 2 e 4 dell’articolo 148 del Tuir, la somministrazione di alimenti effettuata da un’associazione senza fine di lucro costituisce esercizio di attività commerciale a prescindere dal fatto che venga svolta nei confronti dei soli soci. Si precisa che i corrispettivi pagati all'associazione per le somministrazioni si configurano come redditi diversi.
(Risponde Antonina Giordano, pubblicato Mercoledì 21 Settembre 2011)

http://www.fiscooggi.it

Stampa questa pagina Invia questa pagina ad un amico
tmp
Redazione Nonprofitonline via Donizetti, 30 - 20122 Milano - tel. 02.77886211 P.IVA: 12985430151
redazione@nonprofitonline.it - Copyright - Edinet s.r.l. 2009 - Site Credits
Sciumé & Associati