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COSTITUZIONE DEI PATRIMONI DESTINATI


DOMANDA

I patrimoni destinati possono essere costituiti anche da enti del terzo settore? Come?


RISPOSTA

L’art 10 del D.Lgs 117/2017 estende la possibilità di costituire uno o più patrimoni destinati ad uno specifico affare ai sensi degli articoli 2447-bis e seguenti del codice civile anche agli Enti del Terzo Settore dotati di personalità giuridica ed iscritti nel Registro delle Imprese.

Da rilevare è che se l’art 10 riserva la possibilità di costituire uno o più patrimoni destinati agli enti del terzo settore, l’art. 1 comma 3 del Codice del Terzo Settore introduce un obbligo a capo degli enti ecclesiastici di costituire un patrimonio destinato per lo svolgimento di attività di interesse generale definite dall’art 5 ai fini dell’applicabilità delle norme del presente decreto. Dispone infatti l’art 1 comma 3: “Agli Enti Religiosi civilmente riconosciuti, le norme del presente decreto si applicano limitatamente allo svolgimento delle attività di cui all’art. 5 […]. Per lo svolgimento di tali attività deve essere costituito un patrimonio destinato e devono essere tenute separatamente le scritture contabili di cui all’art. 13”.

Di seguito ecco presentata la disciplina codicistica dei patrimoni destinati.
L’art 2447 bis del codice civile prevede che la costituzione di uno o più patrimoni separati che rispondono solo delle obbligazioni relative ad uno specifico affare può avvenire utilizzando uno dei seguenti modelli:
- Con la creazione di uno o più patrimoni ciascuno dei quali destinato ad uno specifico affare, entro il limite del 10% del proprio patrimonio netto, ove non previsto diversamente da leggi speciali.
- Con la stipula di un contratto relativo al finanziamento di uno specifico affare, che riserva per il rimborso totale o parziale del finanziamento i proventi dell’affare medesimo, o parte di essi.

La prima modalità prevista ovvero quella utilizzabile anche dagli enti del terzo settore, deve realizzarsi tramite una deliberazione adottata dall’organo amministrativo a maggioranza assoluta, salvo lo Statuto disponga diversamente, che contenga le indicazioni necessarie per identificare l’affare, i beni ed i rapporti giuridici compresi nel patrimonio destinato, come specificato dall’art 2247-ter. La deliberazione deve essere depositata ed iscritta nel registro delle imprese diviene però efficace decorsi sessanta giorni dall’iscrizione, periodo in cui i creditori dell’ente possono fare opposizione. Trascorso tale termine si producono gli effetti della separazione patrimoniale. I creditori dell’ente pertanto non potranno far valere alcun diritto sul patrimonio destinato allo specifico affare mentre i creditori del patrimonio separato non potranno aggredire il patrimonio della società, infatti per le obbligazioni contratte in relazione allo specifico affare la società risponde nei limiti del patrimonio ad esso destinato. Si dovranno inoltre rispettare gli specifici obblighi contabili e di gestione che consistono nella tenuta di libri e scritture contabili separati in particolare nella redazione di un rendiconto separato da allegare al bilancio. Concluso l’affare cui è stato destinato il patrimonio o se lo stesso è diventato impossibile, gli amministratori devono redigere un rendiconto finale che deve essere depositato presso il Registro delle Imprese.

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