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RESPONSABILITA' CIVILE NELLE ASSOCIAZIONI NON RICONOSCIUTE



DOMANDA

Nel caso di successione di cariche amministrative il nuovo presidente dell’associazione non riconosciuta risponde anche per i debiti contratti dal presidente precedente? E per quanto riguarda i debiti sorti ex lege?



RISPOSTA

L’associazione non riconosciuta, quindi priva di personalità giuridica, nonostante sia considerata dall’ordinamento come soggetto di diritto distinto dai singoli associati (è infatti dotata di una propria capacità sostanziale e processuale) gode di un’autonomia patrimoniale imperfetta.
Secondo l’art 38 del codice civile infatti “per le obbligazioni assunte dalle persone che rappresentano la società, i terzi possono far valere i loro diritti sul fondo comune. Delle obbligazioni stesse rispondono anche personalmente e solidalmente le persone che hanno agito in nome e per conto dell'associazione”.
Ne consegue che delle obbligazioni di un’Associazione non riconosciuta rispondono anche personalmente e solidalmente i soggetti che hanno agito in nome e per conto dell’associazione stessa, indipendentemente dalla mera titolarità della rappresentanza nell’associazione.
La responsabilità è riferibile all’attività negoziale concretamente svolta per conto dell’associazione e risoltasi nella creazione di rapporti obbligatori fra coloro che hanno agito in nome e per conto di essa e i terzi.
Come più volte ha ribadito la Corte di Cassazione, pertanto, la responsabilità in materia riguarda coloro che hanno intrapreso il rapporto negoziale con terzi, i quali hanno fatto affidamento sulla loro solvibilità e sul loro patrimonio personale.
Per tale motivo, la Corte stessa si è espressa più volte negando in caso di mutamento delle cariche sociali la successione del debito, per cui il soggetto subentrante non dovrà accollarsi il debito contratto dal precedente soggetto in carica.
La responsabilità persiste in capo a chi ha agito anche dopo la perdita del potere di rappresentanza, permanendo in capo all’agente la legittimazione passiva all’azione del creditore anche dopo la cessazione della carica, con riguardo alle obbligazioni che risalgono al periodo in cui ha esercitato le funzioni.
Tale principio risulta essere estendibile anche per le obbligazioni che sorgono ex lege, come nei casi di debiti d’imposta.
La Corte di Cassazione con Sentenza n. 20485/2013 infatti afferma che “in caso di debiti di imposta che sorgono ex lege al verificarsi del relativo presupposto, è chiamato a rispondere personalmente e solidalmente tanto per le sanzioni pecuniarie che per il tributo non corrisposto, il soggetto che in forza del ruolo rivestito abbia diretto la complessiva gestione associativa nel periodo di comporto; il semplice avvicendarsi delle cariche sociali nel sodalizio non comporta alcun fenomeno di successione nel debito in capo al soggetto subentrante con esclusione di quello che aveva in origine contratto l’obbligazione”.

Hanno risposto i professionisti dell'area legale

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