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(17/11/2014) La Buona Scuola: Meno costi per le famiglie, per garantire la libertà di scegliere la buona scuola pubblica, paritaria o statale

Ecco la proposta pubblicata da Anna Monia Alfieri il 9 novembre scorso, e che ha ottenuto in pochissimi giorni un ampio consenso.



Di seguito potete leggere la proposta pubblicata da Anna Monia Alfieri lo scorso 9 novembre sulla Buona Scuola e in particolare su come garantire in concreto alle famiglie la libertà di scegliere la buona scuola pubblica, paritaria o statale.

Per legge (L. 62/2000), la scuola pubblica è statale e paritaria. Ogni scuola pubblica, paritaria o statale, ha la sua identità, espressa dal Piano dell’Offerta Formativa. Io Genitore devo poter scegliere la buona scuola pubblica migliore per mio figlio/a. Ne ho diritto secondo la Costituzione e in tutti i Paesi europei (tranne la Grecia e l’Italia) il genitore ha questa libertà di scelta educativa. Pago le tasse per la buona scuola pubblica e mi aspetto di poterla scegliere, tra statale e paritaria. Ora non posso scegliere: se scelgo la pubblica paritaria devo pagare. Ma ho già pagato. Il Governo trovi la soluzione: 1) determini il costo standard per alunno e mi metta in condizione di scegliere la buona scuola pubblica per mio figlio/a, tra statale e paritaria; 2) provveda ad un intelligente piano di valutazione, affinchè tutte le scuole pubbliche, paritarie e statali, siano buone scuole.

In pochissimi giorni questa proposta ha ottenuto un consenso generale tanto da risultare quella più votata con ben 1700 voti; la proposta più commentata con 121 commenti che hanno raccolto essi stessi più di 200 voti. Una proposta rafforzata dalla seconda posizione conseguita da una proposta simile del genitore Maria Chiara Parola che raccoglie ben 408 consensi.

Il costo standard è l’anello mancante per “garantire il diritto della libertà di scelta educativa in un pluralismo educativo” dichiara sr Anna Monia Alfieri dal 2010. Molteplici, in merito, i suoi interventi, studi, pubblicazioni. Ultimo in ordine di tempo il suo intervento al convegno del 15 novembre a Milano, che ha visto confrontarsi sulla Buona Scuola e il costo standard le forze politiche, le associazioni dei gestori, dei genitori e degli studenti.
Suor Anna Monia Alfieri ha dichiarato che il documento “La Buona Scuola” apre necessariamente allo strumento del costo standard quando parla di scuole pubbliche statali e paritarie, di valutazione, merito, autonomia, di famiglia, trasparenza, buona gestione, di dirigenti manager. Senza definizione di costo standard è il Nulla assoluto, o se si vuole, il Caos più totale, che si contrappone al Logos. Cioè all’intelligenza.
Se è vero che una buona scuola la fanno i docenti e un dirigente competente, questa buona scuola serve agli allievi e non può essere tale se non si apre alla famiglia e al territorio. Il documento del governo prefigura conseguenze strutturalmente inevitabili, che di questa condizione sono figlie: "valutazione, trasparenza, apertura, burocrazia zero", per migliorare la scuola. Un sistema nazionale di valutazione, dice il testo, che "sarà reso operativo dal prossimo anno scolastico per tutte le scuole pubbliche, statali e paritarie". Passaggio di non poca importanza.

Pertanto occorre procedere nella corretta accezione di “publicum” che “est pro populo”.
Un servizio è pubblico quando è accessibile a tutti in modo libero, senza alcuna preclusione né economica, né sociale e neppure politica rispetto ai potenziali fruitori. Non è pubblico ciò che è statale ma ciò che nasce per il popolo (Risoluzione dell'Assemblea parlamentare del Parlamento europeo n. 1904, F-67075, Strasburgo, 4 ottobre 2012).
Ora, da un governo che ha dichiarato sia che" la scuola è una sua priorità", sia che "la scuola pubblica è statale e paritaria" (ex L. 62/2000) con tutto ciò che implica, i cittadini devono esigere che l’Italia, in quanto Stato di diritto, recuperi la propria responsabilità di attore capace di "garantire" i diritti che riconosce ai cittadini, in modo concreto, poichè nello stesso documento dice che si deve "lavorare per dare alle scuole paritarie maggior certezza sulle risorse loro destinate, nonché garanzia di procedure semplificate per la loro assegnazione". Due punti centrali, che finora sono quasi sempre stati disattesi perché, se non si introduce il costo standard dello studente, da erogare alla scuola pubblica, statale e paritaria, mai giustizia sarà fatta. E’ uno strumento che in tempi di spending review permetterebbe di risparmiare da una parte e investire meglio dall’altra.
I visitatori web della buona scuola sembrano darle ragione. Che però non sia quella che si dà ai matti, ma quella supportata dai fatti...

Ecco il link della proposta: https://labuonascuola.gov.it/area/m/11317/

In allegato potete leggere l'intervento di Anna Monia Alfieri, dal titolo "Publicum est pro populo: il Costo Standard", nel corso del convegno "La Buona Scuola e il Costo Standard" tenutosi lo scorso 15 novembre 2014 a Milano (presso la Sala degli Affreschi della Provincia di Milano in Corso Monforte 35).

Anna Monia Alfieri è Gestore di scuole paritarie e collaboratrice di Altis-Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

  • Intervento di Anna Monia Alfieri: “Publicum est pro populo: il Costo Standard''
    Intervento di Anna Monia Alfieri: “Publicum est pro populo: il Costo Standard"
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  • IL COSTO STANDARD. L’anello mancante (di Anna Monia Alfieri)
    IL COSTO STANDARD. L’anello mancante (di Anna Monia Alfieri) 121,46 KB
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