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Forse non tutti sanno quanto le persone disabili siano state perseguitate
nel tragico periodo che precede la seconda guerra mondiale. Furono le
prime cavie designate di tutte le tecniche di annientamento, sterilizzazione
e eutanasia sviluppate poi nella Shoah. L'eliminazione sistematica di
più di settantamila handicappati da parte del Terzo Reich fu una
sorta di macabra prova generale di quello che sarebbe poi accaduto ad
ebrei e zingari.
Si fa memoria della tragedia
perchè dimenticare sarebbe un nuovo delitto.
E allora ben venga
questo simbolico 27 gennaio, "Giorno della memoria". E' dal
2001 che la ricorrenza viene riproposta in Italia, per non dimenticare,
e per far riflettere sugli abissi in cui l'uomo è capace di cadere,
perché una tale barbarie non abbia a ripetersi.
L'Olocausto in Germania
iniziò proprio con il programma di sterminio dei disabili
messo in atto dal regime nazista all'indomani dell'ascesa di Hitler al
potere, che fu una sorta "palestra" alla quale si allenarono
i carnefici che avrebbero condotto il massacro nei campi.
E' utile che brevemente
vengano indicate le principali tappe del terribile programma nazista.
L'offensiva contro i disabili
iniziò con la legge sulla sterilizzazione, emanata il 14 luglio
1933 con il nome di "Legge per la prevenzione di nuove generazioni
affette da malattie ereditarie", e servì da pietra angolare
per la legislazione eugenetica e razziale del regime.
La legge ebbe effetto
dal 1 gennaio 1934 e l'impatto fu immediato: un gran numero di cittadini
e cittadine tedeschi furono sterilizzati, molti contro la loro volontà.
Sebbene non siano disponibili cifre esatte, si concorda generalmente sul
dato secondo cui almeno 375.000 persone, il 5% della popolazione tedesca,
furono sterilizzate, in quanto cittadini tedeschi reputati indegni di
riprodursi.
L'8 ottobre 1935 venne emanata
una seconda legge per "La salvaguardia della salute ereditaria
del popolo tedesco". Con essa si autorizzava l'aborto nel caso
in cui uno dei genitori fosse affetto da malattie ereditarie.
Parallelamente venne varata
una intensa campagna di propaganda destinata a convincere il popolo tedesco
della giustezza della sterilizzazione e dell'eutanasia: film, grandi mostre,
periodici vennero diffusi capillarmente.
Dal punto di vista organizzativo venne creata la Direzione Sanitaria del
Reich subordinata al Ministero degli Interni.
Successivamente venne creata la "Commissione del Reich per la salute
del popolo" che si dedicò all'organizzazione della propaganda
nelle scuole, negli uffici pubblici e nel Partito Nazista.
Ogni provincia venne dotata di un "Ufficio del Partito per la politica
razziale" guidato da un esperto di eugenetica.
La Direzione Sanitaria del Reich creò in tutta la Germania circa
500 "Centri di consulenza per la protezione del patrimonio genetico
e della razza". I medici che li dirigevano furono incaricati di raccogliere
tutti i dati necessari per stimare quale parte della popolazione dovesse
essere sterilizzata e controllare le nascite di bambini deformi o psichicamente
disabili.
Contemporaneamente
a partire dal 1933 i fondi destinati agli Istituti psichiatrici vennero
drasticamente ridotti.
Il programma eugenetico proseguì con l'eliminazione fisica dei
soggetti indesiderati, ed i primi ad essere sterminati furono i bambini
disabili.
Il 18 agosto 1939 il Ministero
degli Interni fece circolare un decreto intitolato "Obbligo di
dichiarazione di neonati deformi", che ordinava alle ostetriche
e ai medici di denunciare tutti gli infanti nati con specifiche condizioni
mediche che successivamente venivano trasferiti nei cosiddetti "Reparti
per l'assistenza esperta dei bambini" presso ospedali e cliniche
private dove gli venivano somministrati farmaci mortali.
La Commissione per le malattie genetiche ed ereditarie disponeva di una
rete di 500 medici sparsi in tutta la Germania e l'Austria e organizzati
in quei "consultori della morte" che erano i "Centri di
consulenza per la protezione del patrimonio genetico e della razza".
In seguito alla disposizione "IV-B 3088/39-1079 Mi", i medici
dei "Centri di consulenza" dovevano essere obbligatoriamente
informati dagli ospedali e dalle levatrici della nascita di bambini deformi
o affetti da gravi malattie fisiche o psichiche.
Una volta informati i medici convocavano i genitori e, dopo aver illustrato
loro i grandi progressi della medicina tedesca, li persuadevano ad autorizzare
immediatamente il ricovero dei figli in centri specializzati per la cura
delle malattie.
In realtà, ottenuto il consenso, i bambini venivano ricoverati
in cinque centri (Brandenburg, Steinhof, Eglfing, Kalmenhof e Eichberg)
dove venivano uccisi con una iniezione di scopolamina o lasciati progressivamente
morire di fame. Una volta deceduti i bambini venivano sezionati (ai medici
interessava soprattutto studiarne il cervello).
Tuttavia non venivano uccisi soltanto neonati o bambini di pochi anni.
Gli istituti si occupavano dei bambini ebrei che, sani o malati, venivano
immediatamente uccisi, e dei bambini tedeschi disadattati.
Non è possibile stabilire con assoluta precisione quanti bambini
vennero uccisi negli Istituti ma sembra probabile che il numero ammonti
a diverse migliaia.
Nell'estate del 1939 Hitler
diede inizio alla politica di uccisione degli adulti disabili e, rispetto
all'operazione di eutanasia infantile che rimase relativamente circoscritta,
quella degli adulti avrebbe prodotto un numero assai più elevato
di vittime.
Si trattava del "Progetto action T4", o più semplicemente
"T4", l'eliminazione dei disabili adulti, un progetto
alla cui base vi era comunque un criterio di ordine preminentemente economico
e utilitaristico: l'eutanasia dei portatori di Handicap adulto avrebbe
fatto risparmiare all'erario tedesco qualcosa come 885.439.980 marchi,
senza contare il mancato esborso di spese alimentari e di mantenimento.
Il 15 ottobre 1939 la cancelleria privata di Hitler, che già si
era occupata dello sterminio dei bambini handicappati, fisici e mentali,
emanò un ordine di servizio che imponeva a tutti gli istituti e
case di cura del Reich di fornire, su base regionale, gli elenchi dettagliati
di quei degenti definiti incurabili o terminali. Questo documento non
fu mai istituzionalizzato, il T4 rimase sempre circondato dalla più
assoluta segretezza e si mosse con rigore assolutamente scientifico.
Molti dei soggetti disabili, definiti tali in base a una sommaria diagnosi
psichiatrica basata solo su elementi chimico-biologici, visto che la psicanalisi
era bandita dal nazismo come foriera di influenze ebraiche, si rendevano
conto di ciò che li aspettava, e gli aguzzini erano costretti a
riempirli di sedativi durante e dopo il trasporto dagli istituti di provenienza
a quelli che furono definiti "centri di uccisione".
Furono istituiti 5 campi di uccisione che coprivano tutti il territorio
del Reich germanico: Brandeburgo, Grafeneck, Hartheim, Sonnenstein, Bernburg
e Hadamar. Qui, dopo essere stati marchiati con nastro adesivo, erano
invitati a fare la doccia e condotti nella camera di gasazione.
Quando, il 24 agosto 1941, pressato dall'opinione pubblica interna, Hitler
ordinò la temporanea sospensione delle esecuzioni, si calcolò
che il progetto T4 avesse fatto più di 70000 vittime.
Con l'estendersi dei fronti di guerra e la formale chiusura dei principali
centri di uccisione, lo sterminio dei disabili del Reich continuò
sotto varie forme, mentre la campagna di annientamento delle persone disabili
nei Paesi occupati le inglobò nell'universo concentrazionario dei
lager, spedendoli soprattutto nei campi di sterminio dell'Europa orientale.
Dei sei milioni di vittime accertate della Shoah, è a tuttoggi
difficile stabilire quanti fossero i disabili.
Ecco alcuni
studi (tra i molteplici sull'argomento) che vi suggeriamo per approfondire
la conoscenza del Progetto T4:
- L'associazione Olokaustus propone un ricchissimo dossier, "L'Aktion
T4: il progetto di eutanasia nazista", completo di immagini
e testimonianze dirette, con la possibilità di ampliare l'argomento
sull'intero programma di sterminio nazista e sui suoi sicari.
- Un altro dossier interessante è quello proposto dal Segretariato
Sociale Rai, alla pagina web http://www.segretariatosociale.rai.it/atelier/altriluoghi/memorie/altriluoghi_T4.html.
- Un indirizzo utile è il link inglese http://www.holocaustforgotten.com/NewsDisabled.htm,
che presenta in breve la storia della deportazione delle persone disabili.
- Per una sommaria bibliografia:
Friedlaner Henry: "Le origini del genocidio nazista", Roma,
Editori Riuniti, 1997
Lallo Angelo, Torresini Lorenzo: "Psichiatria e nazismo", Venezia
Ediciclo editore, 2001
Picciotto-Fargion Liliana: "Il libro della memoria, gli ebrei deportati
d'Italia (1943/1945)", Milano, Mursia, 1991
Zuccotti Susan: "L'olocausto in Italia", prefazione di Furio
Colombo, Milano, TEA, 1995
Brunner Helen: "Come un pescatore di perle", Empoli, Hibiscos
editore, 2001
Consoli Massimo: "Omocausto", Milano, Kaos edizioni, 1971.
www.disabili.com
www.segretariatosociale.rai.it
www.olokaustos.org
www.assospringer.org
www.deportazione.too.it
Stefania Colombi
Redazione Nonprofitonline
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