(22 maggio 2006) IL MINISTERO PER I GIOVANI E LO SPORT.

Per Giovanna Melandri, al timone del nuovo ministero nato dallo spacchettamento di quello del Welfare, massima attenzione ai giovani, ai valori positivi dello sport, all'associazionismo, all'impiantistica sportiva e al raccordo con le scuole.


IL MINISTERO PER I GIOVANI E LO SPORT

Massima attenzione ai giovani, ai valori positivi dello sport, all'associazionismo, all'impiantistica sportiva e al raccordo con le scuole.

 22 maggio 2006

Redazione Nonprofitonline
"PER IL BENE DELL’ITALIA": Programma di Governo 2006-2011 presentato dall’Unione

Dallo spacchettamento del ministero del Welfare nasce, insieme al ministero per la Famiglia e al ministero per il Lavoro, quello per i Giovani e lo Sport, una realtà innovativa alla francese. A guidarlo sarà Giovanna Melandri, coadiuvata per la delega allo sport dall'esponente diessino Giovanni Lolli, che si era già distinto nella precedente legislatura per l'inchiesta conoscitiva della Commissione bicamerale sul mondo del calcio.

"L'istituzione di un nuovo ministero dedicato allo sport - ha dichiarato Filippo Fossati, presidente nazionale Uisp (Unione Italiana Sport per tutti) - significa che il governo Prodi riconosce il fenomeno sportivo come meritevole dell’interesse e della responsabilità di una specifico progetto di politica pubblica. Non solo: il governo Prodi iscrive lo sport tra le priorità della sua agenda e sceglie di associarlo alle politiche per i giovani".

Molto delicata la delega allo sport. La Melandri non si occuperà nell'immediato del complesso scandalo che sta sconvolgendo il calcio mercato, ma ha voluto sottolineare che la linea che perseguirà allo Sport sarà quella di "sostenere lo sport diffuso in tutto il paese, ripristinare le regole e restituire l'onore che merita al mondo del calcio". La cosa riguarda di più i diritti televisivi, ora, per quanto riguarda il governo.
Con la consapevolezza che "i valori dello sport, dell'agonismo, della lealtà sportiva non si diffondono proclamandoli. Si può fare politica con gesti molto concreti, come il contrasto al doping diffuso, con l'attenzione a tutti gli sport e non solo al calcio".

Il neo ministro delle Politiche giovanili e attività sportive rilancia un'idea di cinque anni fa, quando era ministro per i Beni culturali con delega per lo sport. "La prima cosa che vorrei fare per le politiche dello sport è di istituire, nel rispetto dell'autonomia del Coni, un luogo permanente di raccordo e di indirizzo tra tutti i soggetti preposti alle politiche sportive in Italia. Un luogo che non è mai esistito. E in cui le regioni, gli enti di promozione sportiva, l'associazionismo diffuso, la scuola, il Coni, il movimento paraolimpico, possano insieme definire le linee di una politica per lo sport. Un luogo che questo ministero può offrire".
Con l'attenzione massima verso i giovani.
"Dobbiamo lavorare perché lo sport sia un diritto di cittadinanza. C'è un'esperienza di associazionismo diffuso sul territorio che va valorizzata, c'è l'impiantistica sportiva che va sostenuta, c'è un raccordo con le scuole che finalmente va messo a regime".

"Sarò il ministro non solo dello sport, ma anche dei giovani, e lo sottolineo perchè bisogna costruire delle politiche per i giovani in un paese che non sempre è amichevole con loro". E’ quanto ha dichiarato Giovanna Melandri subito dopo il giuramento al Quirinale.
Il neo ministro ha sottolineato che il nuovo incarico "è veramente un’innovazione, una competenza nuova, un punto di riferimento per costruire e rafforzare i diritti dei giovani italiani, dalla casa allo studio".

Nata a New York nel 1962, Giovanna Melandri ha una figlia e vive a Roma. Laureata in Economia e Commercio all'Università di Roma, con una tesi sulla riforma fiscale Usa del 1981 dell'amministrazione Reagan, l'esponente della Quercia si avvicina subito ai temi ambientali.
Tra il 1983 e il 1987 lavora all'ufficio studi della Montedison. Dal 1982 è membro del direttivo di Legambiente, e dal 1989 al 1994 fa parte della segreteria nazionale dell'associazione ambientalista. Un impegno che la porta a far parte della delegazione italiana alla Conferenza Onu di Rio de Janeiro su Ambiente e Sviluppo del 1992.
Dal 1991 è membro della Direzione nazionale del Pds, dal 1998 dei Democratici di sinistra. Attualmente è membro della Direzione Nazionale e della presidenza dei Ds.
Giovanna Melandri è eletta per la prima volta alla Camera nel 1994. Nel 1998 diventa ministro per i Beni e le Attività culturali del governo D'Alema, svolgendo questo ruolo fino al giugno del 2001.
Tra i provvedimenti approvati durante il suo incarico, la legge di riforma del ministero (1998) e il regolamento di organizzazione (2001), che danno vita al nuovo ministero dei Beni e delle Attività culturali, esteso alle competenze sullo spettacolo, alla vigilanza sullo sport, all'arte e l'architettura contemporanee, alla promozione del libro e della lettura ed alla tutela del diritto d'autore. Tra le attività istituzionali anche il Testo unico sui beni culturali (1999) e l'approvazione della legge di riforma del Coni (2000).
Nella XIV legislatura è membro della commissione Affari Esteri. Fa parte inoltre della commissione di Vigilanza sulla Rai e presenta proposte di legge in materia di cinema, promozione del libro e della lettura, tutela e promozione dei beni culturali. E' tra le promotrici dell'associazione 'Emily in Italia' nata nel '98 per l'allargamento e il consolidamento della partecipazione femminile alla politica.



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Stefania Colombi
Redazione Nonprofitonline

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